Il labirinto della vita

Nella vita le sconfitte sono le svolte migliori.
Esse ti costringono a pensare in modo diverso e creativo.

Steve Jobs

Ho sempre ascoltato con ammirazione gli interventi che faceva S.J. in qualsiasi occasione, ma quella frase la disse in un momento della mia vita davvero buio e triste: ero lì sul ciglio di un burrone, in un equilibrio instabile, in attesa di avere un’altra piccola spinta per cadere giù.

Capita di avere i momenti no!

NO?

Ma quando ascoltai quella frase, forse il miglior concetto di tutto un discorso, , iniziai a comprendere quali regole strane disciplinano la nostra vita.

Ho compreso che la vita è come un labirinto dove all’uomo non è concesso guardare dall’alto e, per giunta, l’unica uscita è la morte: ogni muro, ogni vicolo cieco, ogni strada chiusa è una sconfitta.

È assodato che prima o poi dal labirinto si deve uscire, ma si può arrivare alla fine stanchi, stressati, feriti, malati, soli, depressi oppure felici, soddisfatti, pieni di sé, ecc…

Allora visto che ci troviamo in questo illogico guazzabuglio tanto vale trarne al meglio i vantaggi e i piaceri del percorso e ridurre al minimo le situazioni che innescano processi di sofferenze – in senso lato- a 360°.

Quindi si deve cercare di percorrere la giusta via trovando una ratio anche quando il percorso non sembra avere un senso logico.

Ma quale?

Ponendo per assurdo di applicare la classica regola del labirinto, ovvero quello di girare dall’inizio alla fine sempre dallo stesso lato quando si incontra un bivio, si avrà la certezza di non fare mai lo stesso percorso e quindi di uscire, prima o poi.

Strano paradosso quello di seguire una logica iniziale in un “ambiente illogico” ma è la scelta migliore nella prospettiva di affrontare passivamente ogni situazione che incontriamo nel nostro percorso: si vive così una vita piatta ma “sicura”.

È chiaro che queste scelte sono ragionate e ottimizzate per perseguire il risultato “uscire dal labirinto”, ammesso che sia questo ciò che vogliamo: la vita piatta ma sicura di cui sopra.

Tutto ciò non garantisce di uscire da quel labirinto nelle migliori condizioni!

Ma se, al contrario, di fronte ad un bivio si facesse una scelta consapevole, regolata dall’opportunità o anche da una serie di fattori il cui prodotto abbia dato come risultato questa o quell’altra decisione?

Ovviamente si rischia di avere delle “sconfitte”, ma è proprio grazie ad esse che inizieremo a pensare in modo rivoluzionario e creativo.

SI CRESCE!

Il fatto, allora, che il percorso si ripeta, potremmo considerarlo una sconfitta?

Si ripete il percorso nel labirinto e, nella vita reale, si ripetono gli eventi, si rincontrano persone, si riprovano emozioni, si hanno diverse sensazioni di aver già vissuto una determinata esperienza o di essere stato in un posto, ma le scelte non si ripeteranno mai.

Quest’ultime si evolvono, vengono ottimizzate, e vengono fatte con un grado di consapevolezza diverso, ogni volta che si ripete l’evento, ogni volta che abbiamo subito una “sconfitta”.

Prima o poi, di volta in volta, quel livello di consapevolezza raggiunto, darà la possibilità di poter fare finalmente la scelta giusta.

Dopo una serie di sconfitte si avrà un incessante numero di successi traendone il massimo profitto fino alla fine, più o meno vicina, del nostro labirinto.

Allora tu, che fin’ora hai trascinato i tuoi occhi rigo per rigo, abbi il coraggio di fallire e fallire di nuovo per ottenere una vita degna e piena di  altrettanti successi.

Autore dell'articolo

Sebastiano "Gunny" Sgroi

Sebastiano "Gunny" Sgroi

CEO IMSA, PT e Formatore.
Ideatore dei Programmi di Allenamento MFW (Military Functional Workout) e MOC-CS (Military Obstacle Course Conditional System).
Specializzato in Analisi comportamentale, Leadership e Team Building. Fondatore del Settore Mental Coach di IMSA "Brain2Gain".
Master Coach per l'EPS ACSI.

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