Non giudicate le emozioni

Quando sfuggono al controllo,
le emozioni,
possono rendere stupidi individui intelligenti.

Daniel Goleman

È sempre difficile parlare di Emozioni perché queste sono un qualcosa di veramente complesso e di molto primitivo.

Fin da piccoli ci viene insegnato come vivere seguendo degli schemi sociali ed imparando a vivere distinguendo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Nelle mie lezioni definisco sempre la nostra, come una società dicotomica.

La società del si e del no, del nero e del bianco, del bene e del male.

Non è così?

Anche le emozioni, per quanto complesse sono sempre state suddivise in due classi, Emozioni positive e emozioni negative.

E, addirittura, si dice che, il nostro cervello, il nostro organo più complesso – e in buona parte ignoto – sia solo in parte interessato per la gestione delle emozioni.

Chi non ha mai sentito cose del tipo:

“Sei una persona razionale e logica? Il tuo emisfero sinistro è dominante! Al contrario, hai una personalità creativa e artistica? È l’emisfero destro a dominare.”

Le più recenti estremizzazioni che raccontano di emisferi cerebrali speculari e antitetici: quello destro, creativo ed emotivo, e quello sinistro, razionale e analitico.

Questa narrazione è alla base di manuali dei più grandi guru della crescita personale o dell’intelligenza emotiva.

-SPERO CHE NESSUNO SI OFFENDA PER QUELLO CHE STO DICENDO –

Molti Biologi, Neuroscienziati e Biohacker  sanno che la situazione è “un po’ più complessa” rispetto alla visione dicotomica dei due emisferi e delle personalità ad essi associate.

Ma qui si apre un mondo, quindi ritorno a focalizzarmi sulle emozioni, c.d. positive o negative, belle o brutte.

 

Avete mai visto il cartone animato Disney "Inside Out"?

Puoi vedere il Trailer qui

Molti esperti concordano che dopo decenni di ricerche e formulazioni teoriche non esiste ancora oggi una definizione di emozione che ne contempli tutti gli aspetti.

Ad oggi è consolidato il pensiero che le emozioni sono fenomeni complessi che comprendono un’interazione tra fattori soggettivi e oggettivi, mediate dai sistemi neurali/ormonali, che possono dare origine a esperienze affettive come sensazioni di attivazione e di piacere/dispiacere o possono generare processi cognitivi e portare ad un’azione che può essere espressiva, finalizzata, adattiva o disfunzionale.

Benché queste siano un qualcosa di preistorico, solo Darwin, nel libro pionieristico “L’espressione delle emozioni negli uomini e negli animali” (1872), inizio a scrivere relativamente a delle espressioni emotive osservando anche una cosa assolutamente figa: le emozioni fondamentali sono caratterizzate dal fatto che vengono espresse universalmente, cioè da tutti e in tutto il mondo, in ogni tempo e per ogni cultura, attraverso modalità simili.

Parlare di emozioni fondamentali sono sicuro che fa sorgere la domanda: “Ma come sono state classificate le emozioni?”…e soprattutto…”Quali sono?”

Uno psicologo americano, Paul Ekman, incuriosito dal quanto descritto da Darwin, inizio ad approfondire il tema delle emozioni e a studiarne il collegamento con le espressioni facciali. Ekman decise di far visita in un remoto villaggio sulle alture della Papua Nuova Guinea per studiare gli abitati del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra loro le stesse emozioni provate da altri popoli.

Osservando gli indigeni del posto Ekman si accorse di come le espressioni di base fossero universali perché riscontrabili anche in popoli di posti remoti e isolati dal resto del mondo.

Riconobbe quindi delle emozioni di base (dette primarie e riscontrabili universalmente in tutte le culture) e delle emozioni secondarie (originate delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale).

Le emozioni primarie identificate da Ekman sono 6:

  1. Gioia
  2. Rabbia
  3. Tristezza
  4. Paura
  5. Disgusto
  6. Sorpresa

Quest’ultima, venne successivamente declassata ad emozione secondaria in quanto derivante da un mix di gioia e paura.

Vi pongo una domanda…

“Quale tra le emozioni primarie è una emozione positiva e quale negativa?” 

Conosco la risposta. È un classico.

Positive: Gioia

Negative:

  1. Rabbia
  2. Tristezza
  3. Paura
  4. Disgusto

Siete d’accordo? Di 5 emozioni, solo una è positiva?

IO NON SONO D’ACCORDO

Casualmente, alternativamente o in combinazione, proviamo continuamente emozioni e questo significa che la maggior parte del tempo rischiamo di vivere emozioni negative. Positivo e negativo è solo una classificazione limitante.

Se pensiamo di provare una emozione negativa vivremo male quel momento.  

Ma se provassimo ad eliminare questa classificazione dicotomica? Forse, ci permetterebbe di viverle meglio, ascoltarle,  comprenderle e ci permetterebbe di fare l’azione più giusta.

Se vi dicessi che le emozioni sono dei segnalatori?

 

Segnalano a noi stessi, in quanto possono darci informazioni importanti su una situazione: possono essere degli allarmi che qualcosa sta succedendo, generano quelle sensazioni viscerali utili per condurci a interpretare un contesto, riflettere e poi agire al fine di ottenere o evitare una determinata cosa.

Fungono anche da complementare nella comunicazione con gli altri, rendendo più efficace il messaggio che vogliamo dare all’uso limitato delle parole.

Credete ancora che esistono emozioni positive o negative?

Consideriamole come degli allarmini di una centrale operativa (la nostra mente): ogni volta che se ne accende uno o una serie di questi noi agiamo. In pratica richiamano la nostra attenzione permettendoci di focalizzarci sulla situazione e compiere l’azione giusta.

Piccoli esempi….

La paura ci salva la vita di fronte ad un pericolo alzando il nostro livello di guardia e preparandoci all’azione.

La rabbia ci fa reagire dandoci l’energia per affrontare una difficoltà.

Il disgusto ci permette di evitare di rivivere situazioni “tossiche” per il nostro benessere.

La tristezza – quella meno apprezzata – è quella che ci rende più umani, empatici, aprendoci le porte all’introspezione permettendoci di entrare in contatto con nostro io più intimo.

Le emozioni dunque sono solo emozioni, non positive o negative, utili per vivere al meglio la nostra vita.

TUTTE LE EMOZIONI SONO NOSTRE ALLEATE

Al massimo di negativo o positivo sarà solo la conseguenza che porteranno le azioni che deciderete di fare in risposta all’emozione che state provando.

Approfondiremo più avanti alcuni aspetti…

A presto!

 

Biografia

  • Intelligenza Emotiva, Daniel Goleman – BUR 2011
  • Emotion Insude Out, Paul Ekman – N.Y. Academy Sciences 2003

Autore dell'articolo

Sebastiano "Gunny" Sgroi

Sebastiano "Gunny" Sgroi

CEO di Fortitude Projects Ltd
Coach, PT, Formatore e BioHacker.
Ideatore dei Programmi di Allenamento MFW (Military Functional Workout) e MOC-CS (Military Obstacle Course Conditional System).
Specializzato in Analisi comportamentale, Leadership e Team Building.
Master Universitario in Psicologia dello sport e Coaching sportivo
Fondatore della scuola di alta Formazione "Brain2Gain", specializzata in Coaching, PNL e Mindfulness.
Fondatore di International Military Sports Academy (IMSA)

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